Rapporto 2012 osservatorio ICT: Piemonte tra le prime regioni italiane

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Rapporto 2012 osservatorio ICT:

Piemonte tra le prime regioni italiane


E’ stato presentato ieri il Rapporto 2012 dell’Osservatorio ICT, messo a punto da Regione Piemonte e Ires, in collaborazione con CSI Piemonte, CSP e Torino Wireless, che oltra a fare il punto sull’incidenza delle ICT nel tessuto regionale, prende spunto per questa edizione dai principi alla base della Digital Agenda Europea per esplorare il ruolo delle ICT nei processi di trasformzione del sistema piemontese.

 

Il Piemonte ha accelerato molto il percorso di innovazione e sviluppo delle nuove tecnologie – spiega l’assessore regionale all’Innovazione Agostino Ghiglia – purtroppo ad essere indietro nel contesto europeo e’ l’Italia. Serve un salto culturale, tutti dobbiamo prendere coscienza del fatto che investire in innovazione significa investire sul futuro, significa lavoro per le imprese e occupazione.E’ importante anche rendere il governo del territorio sempre più digitale, aperto e accessibile a vantaggio di cittadini e imprese. Più insistiamo sui processi innovativi della Pubblica Amministrazione, più ne miglioriamo il grado di efficienza e trasparenza, contribuendo a creare un rapporto virtuoso tra cittadini e P.A.”.

 

Il Rapporto inquadra il Piemonte nel panorama delle regioni europee e dell’Italia, dal punto di vista del pilastro della Smart Growth di Europa 2020 e, in particolare, dei quadri analitici che accompagnano le strategie declinate nella Digital Agenda e in Innovation Union.

 

In relazione al conseguimento di certi livelli di utilizzo della rete entro il 2015, gli indicatori target previsti nel documento europeo mostrano una situazione regionale, al 2012, abbastanza favorevole. A conferma dell’exploit di diffusione della rete presso i cittadini osservato nello scorso anno, in Piemonte gli indicatori di adozione (uso regolare della rete, uso di Internet da parte di persone svantaggiate e livello di esclusione) si avvicinano infatti maggiormente ai target rispetto alla media europea.

 

Una posizione intermedia del Piemonte si conferma anche nel ranking relativo alla prospettiva di Innovation Union, che colloca la regione in 88esima posizione fra le 159 regioni oggetto di analisi.

Questo per quanto riguarda il contesto europeo, mentre a livello nazionale il Piemonte è tra le prime regioni sia rispetto agli indicatori strutturali dell’innovazione tecnologica, sia rispetto agli indici dell’Agenda digitale, che ci collocano in ottava posizione.

 

La copertura di banda larga è in linea con le raccomandazione dell’Agenda Digitale europea, che prevede entro il 2013 una copertura totale del territorio con servizi di banda larga di base, tramite lacombinazione di reti fisse e di reti mobili.

Uno sguardo alla dotazione  di connettività su rete fissa (xDSL) nelle altre regioni italiane mostra una situazione del Piemonte relativamente migliore per quanto riguarda l’accesso da parte delle imprese, e allineata alla media per quanto riguarda le famiglie.

 

Tra i dati più significativi, il Rapporto rileva che nel 2011 il 55% dei cittadini piemontesi con più di 6 anni usa Internet (52% in Italia), il 34% accede alla rete giornalmente (31% in Italia), il 50% almeno una volta alla settimana (per l’Italia il valore è 48%). Tra il 2010 e il 2011, la vendita online di merci e servizi e le videochiamate sono fra gli usi di Internet che in Piemonte sono cresciuti di più (rispettivamente +48% e + 25%).

 

La consueta analisi sull’utilizzo delle ICT da parte delle imprese mostra come, pur disponendo di una dotazione relativamente robusta, le imprese piemontesi continuino a mostrare difficoltà nell’appropriarsi degli utilizzi più avanzati offerti dalla rete.

 

La fotografia del settore ICT piemontese restituisce un quadro di un tessuto imprenditoriale composto di imprese situate principalmente nella provincia di Torino (85%), seguita da quella di Cuneo (circa 5,5%).

L’analisi dell’offerta dei servizi online attraverso i siti istituzionali e della programmazione degli Enti Locali rispetto all’informatizzazione evidenziano un’evoluzione positiva, sostanzialmente legata all’adeguamento della Pubblica Amministrazione locale alle prescrizioni normative.

 

La “spending review” ha inciso sulla programmazione congiunta degli Enti: interventi per la dematerializzazione e l’integrazione delle basi dati per le verifiche dei pagamenti tributari sono alcuni degli interventi maggiormente ricorrenti negli accordi di collaborazione digitale tra i Comuni.

Inoltre, si registra il progressivo ampliamento della pubblicità degli atti e delle sedute degli organi collegiali, la revisione dei siti web, la maggiore interattività dei servizi online e la messa a disposizione in rete all’utenza degli stessi attraverso hot spot WI-FI pubblici gratuiti.

 

Il Rapporto affronta infine il tema della diffusione delle nuove tecnologie nelle scuole, a partire dalle grandi iniziative avviate da diversi anni in Piemonte per l’infrastrutturazione di rete fino al recente bando per la Scuola Digitale, a seguito dell’accordo firmato nel settembre 2012 con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca.

 

In particolare si sofferma sui risultati dell’azione dell’azione “Cl@ssi 2.0” e del progetto “Un Computer per ogni studente.”

 

Con l’azione “Cl@ssi 2.0” il progetto nazionale “Scuola digitale” si propone di far sperimentare ai docenti delle classi partecipanti idee innovative che, con l’uso delle nuove tecnologie, riprogettino gli ambienti di apprendimento delle scuole. L’iniziativa ha riguardato inizialmente 156 classi di scuole secondarie inferiori a livello nazionale. In Piemonte il progetto è partito con 12 classi di scuola secondaria di I grado a cui si sono aggiunte, nella seconda fase, 8 classi di scuola primaria e 8 di scuola secondaria di II grado.

 

Il progetto “Un computer per ogni studente” è partito nel 2008, come iniziativa volontaria di 5 classi piemontesi. Con il progetto “Scuola digitale in Piemonte” sono state realizzate ulteriori 28 classi piemontesi di one-to-one computing garantendo agli studenti l’utilizzo quotidiano in tutte le materie di studio dei computer in classe e la disponibilità del netbook sia a scuola sia a casa.

Fonte: Key4biz

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